• Topi, questo iperattaccamento tra noi deve finire.
  • Eh?
  • Il nostro è un rapporto insano e morboso.
  • In che senso?
  • La prossemica non è un’opinione.
  • Non dire parolacce, spiegami.
  • Non blandire il mio impulso epimeletico.
  • Vacci piano con gli insulti!
  • È ora che tu ti centrifughi.
  • Eh?
  • Devi finirla di starmi addosso e seguirmi dappertutto.
  • Ma mamma, sono un cane.
  • E allora? Questo non ti autorizza a stalkerarmi dalla mattina alla sera.
  • E cosa dovrei fare?
  • Visita altre stanze. Vai nel kennel.
  • Ma non ce l’abbiamo mai avuto il kennel.
  • Sul tappetino, allora.
  • Quello del bagno?
  • Ma che ne so, va dove ti pare, ma fatti una vita tua.
  • Ma mamma sei tu la mia vita.
  • Ma smettila con queste frasi fatte da commissario Rex de noantri.
  • Ma mamma…
  • E piantala di chiamarmi mamma!
  • Mapecché?
  • Perché il rischio di antropomorfizzazione è sempre dietro l’angolo

 

  • Dove vai Topi?

 

  • Dietro l’angolo a mangiarmi l’antropoconda
  • Ma no, Topi, l’antropomorfizzazione non si mangia.
  • Ah, beh, allora non serve a un cazzo.
  • È un concetto astratto.
  • In che senso?
  • Una cosa come i soldi, le vacanze, l’amore, la dieta, gli uomini con le palle, per esempio.
  • Ah, ho capito, ma che significa?
  • È quando noi bipedi vi scambiamo per bipedi come noi, e vi trattiamo come tali.
  • Ah ah ah. Come voi? Ma stai scherzando? Mi scambieresti mai per un bipede?
  • Giammai, Topi.
  • Ah, ecco, sarebbe come se io ti scambiassi per un cane.
  • Sono molto più cane di quanto tu pensi.
  • Ma fammi il favore.
  • Ridi, ridi. Sai dove sarebbe il Branco senza di me?
  • Ma quale branco e branco, non lo vedi che qui siamo quattro gatti?
  • Vuoi forse dire che non ho la faccia da Leader Maximo?
  • Da schiaffi. E hai anche i denti spuntati e il naso cieco, puzzi di pulito, corri come una lumaca e sei tutta rosa come un maiale.
  • Intanto io ho il pollice opponibile per aprire il frigo.
  • Infatti. Perché credi che ti diamo retta? Eh eh eh.

 

  • Ehi, ehi No! feee! Schhhhhhtop-Siiiitz-Plaaaatz-Krauuuuul!
  • Ahò, ma che c’è? Cambia pusher. Volevo solo un grattino…
  • Lo so, ma tutto si paga. Mica sono la tua schiava.
  • Eccheccazzo, ma’…
  • Stille! Scheisse! Platz!
  • No entiendo, soy mexicana
  • Ma va là che sei un paciughino di origine ignota. Non faresti nemmeno scena in agility.
  • Sei bella te.
  • Non ho detto che sei brutta. Solo diversamente di razza.
  • Tu invece sei brutta e basta.
  • Topi, ti stai prendendo troppe confidenze, stai abbattendo indebitamente le distanze.
  • Ma mamma, non è che mi stai diventando un cinocoso?
  • Un cinoché?
  • Un filocino, dai ma’, quelli sempre incazzati, col coltello tra i denti.
  • Quali? Tutti i bipedi son sempre incazzati, col coltello tra i denti.
  • Quelli che pensano che tutti vogliano essere cinocosi al posto loro.
  • E perché mai?
  • € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € €
  • Ah ah ah, allora hanno capito tutto.
  • Come tutti del resto.
  • Già. Mi ci mancherebbe giusto l’inferno della cinocosia.
  • Perché no? Potresti approfondire i tuoi studi socio-psicopatologici comparati.
  • Mi ci vedi a collezionare border collie?
  • Magari Russian Toy!
  • I cani piccoli non vanno di moda in cinocosia, Topi.
  • E perché?
  • Fan troppo sciuramaria pucciosa e ignorante.
  • Non sanno cosa si perdono.
  • Eh, vuoi mettere Napoleone contro il Pifferaio Magico?
  • Hai ragione. Allora potresti darti al commercio di cappottini, zainetti, borsine e fiocchetti.
  • Ah, quello sì che renderebbe Topi!

 

  • Slapp!
  • Giù le zampe! Tu vuoi mettere in discussione la mia Führership.
  • Sì, vabbè, andiamo a comandare.
  • Sfotti, sfotti, è sempre così che comincia. E dopo ti pugnalano alle spalle e ti fottono tutte le risorse.
  • Ma quali risorse che non hai nemmeno uno straccio di auto?
  • Non divagare. Te lo leggo negli occhi, sai. Tu mi stai sfidando.
  • Ma mollami bipede, e mettiti gli occhiali. Ma davvero pensi che qualcuno voglia stare al tuo posto?
  • Senti, stai nel tuo, che non voglio incentivare tentativi di insubordinazione violenta.
  • Quindi dove devo andare?
  • Dove ti pare ma non mi stare addosso. Devi avere i tuoi spazi e la tua indipendenza.
  • Allora esci tu. Almeno mi posso mangiare la cacca del gatto in santa pace.
  • Ah, quindi non era il gatto a essere diventato stitico?
  • Ehm. Dai, mamma, mangiare la cacca del gatto è una libidine! Quasi come rotolarsi su un’aulente carogna di topo morto da una settimana, su una tenera cacca di cavallo, sull’olio fresco di falciatrice… o meglio ancora un tripudio di cacche di pecora appena sfornate!
  • Grazie Topi. Hai sventato ogni rischio di antropomorfizzazione.
  • Prego, mamma. Vuoi che ti ricordi anche con cosa ho fatto colazione stamani?
  • Mamma a soreta. Ti prego, non rivanghiamo.
  • Ok, stronza bipede. Così va bene?
  • Stronza a chi? Porta rispetto al Generalissimo!
  • Ah ah ah ah! A chi, al gatto?

 

  • Mamma?
  • Eh?
  • Lo sai vero che qualcuno sarà capace di prendere sul serio quel che hai scritto?
  • Certo, per anni ho scritto dialoghi con una Vespa Special. Le avevo anche disegnato gli occhi.
  • A posto allora. Stiamo in una botte di ferro.
  • Di Sisifo.