La mancanza che non manca

  • Mamma?
  • Dimmi.
  • Cosa diceva quella signora stamattina?
  • Quale?
  • Quella tutta in ghingheri che puzzava un sacco di profumo e mi faceva vocine strane senza avvicinarsi…
  • Ah, l’avevo rimossa. Non lo so.
  • Come non lo sai?
  • Ho sentito odore di luogo comune e ho chiuso l’audio.
  • Uffa, mamma, sei sempre la solita. Allora te lo dico io.
  • Se proprio ci tieni…
  • Diceva che a noi manca solo la parola.
  • A me non manca proprio che vi manchi, Topi.
  • No?
  • No, mica ne avete bisogno.
  • E perché?
  • Perché avete mille modi di comunicare, di farvi capire, e soprattutto di capire.
  • Ma voi bipedi avete la parola, no?
  • Abbiamo solo quella, quasi nessuno la sa usare e capire. Alcuni la sanno usare troppo bene, ma solo per fare del male.
  • E noi cosa abbiamo più di voi?
  • Avete la coda, l’abbaio, il tartufo, gli sguardi, la postura, il silenzio, l’empatia…
  • Ma l’empatia ce l’avete anche voi!
  • Ah ah ah ah ah ah ah!
  • Vabbè, l’abbaio sì, però!
  • Altroché, ma è fastidioso e inarticolato.
  • Beh, ma allora vi mancano solo la coda e il tartufo!
  • Hai detto niente!
  • Beh, ma la postura ce l’avete!
  • Sì, ma nessuno si cura di leggerla, sempre che qualcuno lo sappia fare. Come nessuno sa sniffare le emozioni e gli stati d’animo.
  • Ma di silenzi ne avete a sfare!
  • Il silenzio comunica solo tra persone che si conoscono da sempre.
  • Davvero?
  • Sì, anche quando si siano appena conosciute. Altrimenti va bene per parlare con i cani.
  • Davvero?
  • Certo, perché con i cani ci si conosce sempre da sempre.
  • Forte! Allora con me parli più volentieri che con i bipedi?
  • Con te, e con i bipedi intelligenti sì.
  • Anche se non parlo di poesia?
  • Detesto parlare di poesia.
  • Davvero?
  • Sì, preferisco chi la incarna.
  • E come?
  • Come te.