Questa mattina (domenica N.d.R.) in giro con Eva ho visto un bel labrador nero, giovane, credo. Camminava accanto al suo Padrone, e scodinzolava pure. Il tipo incedeva in perfetto stile cinofilo celodurista col-cane-lavorato-a-dovere. Nemico giurato del gentilista, che vorrebbe vedere estinto dalla faccia, anzi feccia della terra, il cinofilo celodurista sa il fatto suo, e solo il suo. Punto. Come del resto il suo antagonista gentilista.
Il tipo marciava come un marine, col cappio avvolto attorno al polso, o più precisamente, con un guinzaglio da retriever, teso in modo che il cane procedesse a collo dritto e testa in parallelo come in una sfilata in expo. Semper fidelis. Il poveretto non poteva sniffarsi una pisciatina in santa pace né esitare né voltarsi a sbirciare un altro cane. Pena l’impiccagione. Ne vedo continuamente di queste scene. Cani che ansimano, cani con tosse cronica; cani semplicemente curiosi, che vorrebbero sniffare a terra, o salutare un altro cane, e che per questo vengono strattonati, impiccati e trascinati via tutte le volte, fin da cuccioli. Perché il cane va controllato. Perché mica puoi farti condurre dal cane, che quello poi come ti distrai ti fotte e ti frega la leadership. Perché il cane deve seguire l’onnipotente Padrone. Nolente (senza volente). A questo punto è quasi meglio una pettorina, ma pure un cappottino e il sombrero.

Sono contraria al collare a strangolo e similia? No. Se hai un cane con dei problemi comportamentali, se hai un cane aggressivo, preferisco vederti girare col collare che con la pettorina, meglio ancora se il collare è a strozzo, o a strangolo, o a scorrimento, o salvapelo. Chiamalo come ti pare, basta che lo metti al cane. Perché io potrei non fare in tempo a evitarti o cambiare marciapiede. E se il cane ti parte, con la pettorina non hai alcuna chance di fermarlo e controllarne il morso. E se mi attacca, o peggio ancora attacca il mio cane, io già ti vedo – anzi, ti ho già visto – a cercare di convincerlo con le buone a mollare cortesemente la presa e risputare l’altro cane. Ah già, ma tu che ami i cani, e sei contrario a ogni forma di costrizione. Poi tanto se un altro cane è costretto a finire dal veterinario, o peggio, sono cazzacci suoi.

Se poi il cane non lo sai gestire, ti vedo ancora meglio con una museruola. Lo so, è antiestetica, ti sciupa l’ergonomia del cane, la gente pensa che tu sia un maltrattatore, la figa ti schiva a priori mandandoti in bianco. E poi il cane che l’hai comprato a fare se poi attacchi alla carrozzeria dei gadget da femminuccia, che legittimano i comuni mortali a insinuare che tu non sia un cinofilo duro&puro, e non lo sappia controllare a mani nude o con la forza del pensiero? Quasi peggio che girare con quegli antiestetici sacchetti di plastica nera, e chinarsi a raccogliere dalla strada una volgare cacca di cane. Ma se becchi una buccia di banana? Se ti piglia un coccolone? Se il cane va in rediretta contro di te? Certo, mi dispiace per te. Ma più per me.

Se il cane tira qualunque strumento fa danni. Se hai un cane educato, che non tira, puoi anche portarlo in giro con la catenina d’argento ereditata da tua zia o con l’imbracatura da paracadutista di tuo cugino. E un cane che ti stima e rispetta non tira. Io il setter me lo metto a tracolla. Ma non le ho insegnato a non tirare con i biscottini, e neppure impiccandola. Solo con la consuetudine che ha coordinato i nostri passi. Del resto, se vai in giro con un amico di solito gli stai al fianco. Ma finché tirava non le ho messo il collare: un cucciolo con la lingua blu non si può vedere.
La piccola di tre kg preferisco mi cammini davanti, perché così la vedo: mi affascina la dinamica perfetta dei suoi piccoli passi precisi. Tanto sono certa che non mi ruberà lo scettro per questo. Io poi gli scettri li rompo tutti. A Bologna, dove non c’erano così tante biciclette pronte a falciarti come a Ferrara (al cane puoi insegnare le regole della convivenza civile, alla gente non ci provare), mi piaceva anche usare il deprecatissimo flexi, che fa tanto ignorante cinofilo o vecchietta sprovveduta. Orrore! Orrore! Eppure. Ci facevano il giro dei portici, con Eva al fianco e Titti in avanscoperta, in una triplice armonia di passi perfetta. Ci chiamavano i bersaglieri. Il cane sa benissimo di essere al guinzaglio, anche se è un flexi, e non se ne va dove gli pare: ti cammina davanti in linea retta a poca distanza. Così il piccoletto può procedere al trotto o a passo di canter, cioè ad andatura più naturale per un cane. (Lo so, è follia pura, nessun libro la avalla né guru sottoscrive, ma per me ha più senso guardare al mio cane e alla nostra vita insieme. Non appartenendo a nessuna scuola, mi posso permettere di provare ogni cosa di persona). Se impari a maneggiarlo, il flexi per i cani di piccola taglia è davvero geniale, perché puoi usare quello col nastro di stoffa leggera, che non vibra come quello di filo di ferro né ronza come quello a fettuccia. Basta dare un tocco con il dito al nastro in verticale per far capire al cane di fermarsi, o in orizzontale per dirgli di girare a destra o a sinistra. Se il nastro non è bloccato, la sensazione fisica del cane è quella di essere libero. E un cane che ha la sensazione di essere libero non fa necessariamente quel cazzo che gli pare, ma risolve molte delle sue paure. I miei cani comunicano entrambi con molta più naturalezza quando sono sciolti. Per i cani più grandi invece, in certe occasioni è fantastico il supercollar con guinzaglio estraibile. Un arnese diabolico da gogna cinofila. Però intanto tu te ne vai a correre con le mani libere, ma all’occorrenza puoi far finta di essere provvisto di guinzaglio (pensa che bella sarebbe una museruola estraibile, a soffietto, tipo i bicchieri portatili, da attaccare al portachiavi ed esibire all’occorrenza ai rompicoglioni che non distinguono un pit bull da un maltese).

Ma se hai un cane aggressivo con cani o persone, un cane che potresti non riuscire a controllare, perché no, non sei Mandrake, devi metterlo in sicurezza e utilizzare gli strumenti che ti consentano di gestirlo al meglio.

Quando il cane è socievole e gioioso, semplicemente giovane, la pretesa di controllare anche l’aria che respira, di farlo camminare come un soldato, o come un ornamento inerte al tuo fianco, la pretesa di sopprimerne ogni suo stimolo e slancio è maltrattamento.

Non fosse che diverrebbe un business da spartirsi tra le varie scuole, da gestire ciascuno con la propria immutabile linea di pensiero universale e non comunicante (e che quindi non cambierebbe niente) sarei per l’introduzione del patentino abilitante alla gestione di qualsiasi cane, come in Svizzera (a dire il vero sarei pure per il patentino che abilita a generare e gestire figli umani, pura utopia). Sarei per lo stretto controllo della vendita degli strumenti per condurli, i cani. Sarei per la limitazione degli eccessi e dei paradossi per i quali un cane sereno debba essere portato in giro come un trolley solo perché hai letto cesar millan, o peggio, i millanisti, e un cane aggressivo debba essere portato in mezzo alla gente e ad altri cani affidandosi a dio, al frolic, o alla pettorina. Ah, già, è vero: Non esistono cani pericolosi. A Natale siamo tutti più buoni.

Ma veniamo al video di Natale. Nulla di scioccante, purtroppo. La rete pullula di video di aggressioni di cani ad altri cani, o a umani, ma questo è senz’altro uno dei più angoscianti per la tempra del cane e la determinazione a finire la preda.  Nessun killer, solo un pit bull che segue l’istinto. Sì, sì, lo so che anche i pinscher nani e i russian toy mordono, lo so che ci sono pit bull pucciosissimi che uccidono gli altri cani di bacini, ma ne ho visti decisamente di più con alta aggressività intraspecifica.
Di solito video come questo sono cliccati quando le corride e tutto ciò che mette in scena la violenza e placa la fame che molti umani ne hanno. Io ho iniziato a cliccare controvoglia, da quando è stato aggredito il mio cane, per liberarmi dalla visione disneyana responsabile della maggior parte delle aggressioni canine.
Mio Dio, se ci fosse stato un bambino! Non preoccuparti, di bambini potevi portarcene una scolaresca vociante o l’intera nursery dell’ospedale. Tanto il target era l’altro cane.
In altre occasioni ho visto che una raffica di sprangate o una bicicletta in testa, per quanto non fossero la soluzione migliore, potevano bastare, qui niente, manco il taser, e dire che pensavo di regalarmene uno da tasca per Natale, da abbinare al mio spray al peperoncino che, a quanto vedo, non serve a un cazzo a sua volta. Undici eurelli buttati nel cesso. Però conforta vedere l’intervento massiccio della gente – anche se a rischiare la vita era “soltanto un cane”– che pur facendo una compilation di tutti gli errori possibili e immaginabili, non è stata con le mani in mano e alla fine ha sciolto la presa comunque. La prossima volta, visto che la forza e le palle le avete più di tutti i cino-celoduristi che conosco, magari fate un bel cappio…
Vorrei vedere te, direte voi. Io non so fare. Forse se quello a terra fosse il mio cane avrei fregato a uno sbirro la pistola…

 

cane killer, scioccante la presa di questo animale YouTube play