Jigen

Gli esperti sanno che i cani non fanno dispetti. Quei caproni ignoranti dei volgari proprietari di cani invece si ostinano a dire che siano maghi delle marachelle (ovviamente non parlo del cane che devasta la casa per noia o stress o ansia da separazione) e che una volta cresciuti sappiano perfettamente quel che possono e quel che non devono fare. Proprio per questo in certe occasioni lo fanno. Per attirare la nostra attenzione. Esattamente come quando vuole farti un dispetto un bambino. E con dispetto intendo qualcosa di ben diverso dallo sgarbo, dalla cattiveria, dalla vendetta, dalla ritorsione tipiche degli adulti, che mirano a ferire e a fare del male.
Più i cani sono intelligenti, più i dispetti sono divertenti.
Conosco un setter che quando i suoi tardano prende tutti i bicchieri, a uno a uno, dalla credenza, e li appoggia per terra senza romperli. Altro che giochi di attivazione mentale. Certo, quello è un genio canino, ma anche gli altri a modo loro s’ingegnano. Quando per esempio ritardo l’uscita, ma la ritardo tanto, come oggi, Titti, dopo aver messo in atto tutta la compilation di rimostranze blande: sbuffare, sospirare, andare a prendere l’ossetto e rosicchiarmelo sul piede, chiedere di salire in braccio e scendere dopo trenta secondi per chiederlo di nuovo, tirarmi il calzino, rubarmi le pantofole, ecc., ecc., inizia a fare tutto quel che fin da cucciola aveva capito subito di non dover fare, soprattutto i coriandoli. Va in bagno e cerca la spugna, oppure il cotone, o la carta igienica. Fruga nel cestino della carta e lo rovescia. Prende un foglio e lo rosicchia. Gira per la stanza con la preda, con quell’inconfondibile andatura giocosa e trotterellante che hanno i cani quando ti stanno prendendo per il culo. Quella che i cinofili celoduristi ovviamente non hanno mai visto, perché non si farebbero mai prendere per il culo dal cane. In realtà la vera arte, con gli umani e con gli altri animali, non è sopprimere l’iniziativa, ma far credere di aver mangiato la foglia. In queste occasioni non la sgrido, perché sa benissimo che non lo deve fare e non lo fa mai in mia assenza. Perché mi diverte e mi piace vedere cosa s’inventa. L’ultima spiaggia di solito è la mia matita per gli occhi, sempre quella. Non a caso la mia trousse è sempre aperta, per terra, vicino allo specchio.
Ma soprattutto la sto a guardare perché ha ragione. Se un amico ti lascia troppo ad aspettare hai tutto il diritto di farglielo notare. A meno che il tizio non sia un dittatore.

Voi comunque non dite mai sputa, molla, o cazzo ridammelo, ma lascia. Se volete che il cane vi prenda sul serio.