Grande corsa stamattina con Eva. Un freddo pungente e pulito, la falce della luna come una dimenticanza della notte in un celeste venato d’indaco, dove il sole riemerso faceva brillare le lame dell’erba bianche di brina nel cristallo accecante di un eterno presente. Le fontane tutte gelate, non un filo d’acqua da bere, i piedi un po’ rigidi nelle scarpe da corsa troppo bagnate, una rissa di gabiani sulla lastra di ghiaccio del laghetto. Un fagiano maestoso ha spiccato il volo nel punto esatto in cui il 31 dicembre dell’anno scorso e il 31 dicembre dell’anno prima abbiamo sorpreso un airone. Poi Sunny ha lavato Eva e si è preso un pezzetto di cuscino. Titti si farà vedere verso mezzogiorno.