Lo spauracchio delle previsioni

Ieri sera le previsioni del tempo dicevano che Eva e io saremmo andate a correre a – 4°. Già nel pomeriggio avevo sentito più di una persona preannunciare con grande enfasi che era in arrivo Il Grande Freddo… Così questa mattina ero un po’ preoccupata, pronta ad affrontare pinguini e orsi polari. Ma appena uscita di casa ho scordato i mantra umani. Quando corriamo andiamo a passo di trotto come i lupi e i cani selvatici, variando sempre l’itinerario dell’esplorazione, a vedere come ci prende. E oggi ci ha preso così bene che ci siamo sparate 15 km di corsa in un sole freddo ma superbo nel cielo celeste.

Qualcuno penserà che siamo pazze. Chi fa corsa di fondo sa quanto siamo furbe, perché l’attività aerobica protratta a lungo ti porta a un iniziale stato di benessere, poi di appagamento, infine di beatitudine. È il momento in cui ti senti superman, in grado di superare in volo qualsiasi ostacolo. Ovvio che ci vuole gradualità, tanto allenamento per farti un cuore grosso e muscoli buoni, altrimenti rischi di ottenere l’effetto opposto. Ma il resto è in discesa. Anche quando poi torni a terra e perdi i superpoteri, ti resta il sospetto di saper volare, come il residuo di un sogno tra il sonno e la veglia, che ti accompagna per tutto il resto della giornata e qualche volta somiglia alla realtà.

Durante l’attività fisica si producono endorfine che aumentano lo stato di benessere, ti rendono più incline a evitare il conflitto inutile e più deciso nell’affrontare quello necessario. Quando è il momento ti aiutano a dormire beato come un neonato. Nei cani avviene la stessa cosa, non per antropomorfizzazione, ma per questioni fisiologiche.

Se poi metti un umano e un setter a correre insieme ci si aggiunge il piacere della collaborazione nel salvare il mondo, l’impegno testardo nel proseguire, facendo lo slalom tra le seccature, il gusto dell’esplorare insieme e d’inebriarsi, chi con gli occhi, chi con il tartufo.

Infatti non volevamo tornare a casa. Ma doveva passare il corriere. Che in realtà doveva passare da due settimane, ma magari questa era la volta buona. Tu vallo a spiegare a Eva. Ma alla fine lo sa che gli umani a volte sono strani forte, e si rassegna.

La stanchezza fisica è quella più benefica e positiva: è in grado di renderti più ricettivo e attento nell’attività di testa, e di spazzare via la stanchezza che ti provoca l’impegno mentale. Per questo con Eva gli esercizi di attenzione e concentrazione, quelli meno utili a salvare il mondo, li facciamo sempre a metà percorso, quando abbiamo già salvato il mondo per metà.

Dopo un’oretta che eravamo tornate a casa, ha suonato il corriere con un pacchetto, contenente il mio regalo di Natale per Eva: una copertina trashissima che si è tenuta con evidente entusiasmo il tempo della foto, per poi scrollarsela di dosso. Meno male che non sa che è per questa genialata che ci siamo tolte il mantello da superman proprio quando era tutto rosso di sole.

Quando più tardi sono uscita con Titti, ho detto a Eva di fare la ninna, che sennò si stancava troppo. Ma lei ha insistito per accompagnarci. C’era così tanto sole che le ragazze erano convinte di trovare le lucertole. Speriamo non mi vadano in muta per l’ennesima volta…

Dal freddo ho tratto questo insegnamento, che ogni tanto mi scordo: non ascoltare le previsioni, né quello che dice laggente. Cerca lucertole anche a gennaio. Può darsi che cercacerca si trovi almeno un pezzo di panino abbandonato nell’erba e che gli umani non se ne accorgano.

 

 

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