Posti postosissimi

C’è chi i cani li porta solo nella giungla, altrimenti poi si stressano (e magari li devi pure educare), chi li porta solo in piazza, altrimenti poi si sporcano, chi li porta solo in un campo recintato, altrimenti poi scopri che tutto il tuo amore incondizionato è appeso a un würstel e a una corda. A me piace portarli ovunque. Anzi, sono loro a fare a gare per venire, perché ogni posto per loro è un posto postosissimo. E finisce che lo diventa anche per me. La fila negli uffici o un viaggio in un merdoso regionale, seduti per terra tra uno scompartimento e l’altro, diventa un’occasione per farsi coccole e grattini, un giro per negozi è comunque un modo per stare insieme e fare visita a persone conosciute, che ormai le chiamano per nome. Sotto i portici c’è un’enciclopedia di odori e per le vie del centro la serie completa di Salgari. Il supermercato è un posto postosissimo perché ci si va a comprare la pappa, e anche se non puoi toccare quella esposta, dalle buste della mamma alla fine esce sempre qualcosa anche per te. E poi le cassiere sono simpatiche. Ogni tanto andiamo pure in chiesa quando non c’è nessuno, a stare un po’ in silenzio senza fare niente. A Titti piace molto pure il centro commerciale. Purtroppo sono io che non lo amo molto. Se le facessero entrare, persino l’INPS sarebbe un posto migliore. Ma l’INPS preferisce indebolire le difese dell’avversario e non lasciargli nessun appiglio nel naufragio.

Non le porto con me soltanto quando so che non potrei dare loro attenzione. Del resto le persone mica escono con un amico per poi stare sempre al telefono o scorrere la home di facebook sul cellulare, no?

Credo che un cane per stare bene abbia bisogno di poter correre, giocare, lavorare, esplorare con te ogni giorno libero nel verde. Non se ne fa nulla di un grande giardino per starci da solo, perché ogni giardino con te è un po’ anche suo. Quando è appagato sta benissimo in casa a dormire in un posto sicuro. Tutto il resto sono esperienze ed emozioni in più. Se lo vedi a suo agio in un posto perché no.

Ieri con Titti dopo il Parco Urbano siamo andate a fare un giro al Castello. Il Castello è bello perché il cortile è pieno di odori e ogni tanto tra le palle di cannone trovi un biscottino. Chi ce l’avrà lasciato?

Ieri abbiamo scoperto che si può camminare dentro le righe bianche, come facevo da bambina, senza uscire dai confini, e lungo il perimetro del pozzo. Non so se Titti ne capisca il senso. Anche perché non c’è. Però s’impegna, come i bambini.

Ieri mi hanno chiesto anche il senso dei miei video canini. Non c’è nemmeno quello. Oppure sì, ma non è granché vendibile/condivisibile. Comunque sono i miei più bei ricordi futuri.

 

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