Un bastone per due

Nulla mi stanca di più di un giorno di riposo dalla corsa. Oggi per i primi km avevo le gambe imballate. Il che mi fa incazzare, specie se come oggi c’è un sole micidiale, quel sole clemente d’inverno, smorzato dal freddo in un paradosso perfetto. Nessun problema: se c’è Eva, una soluzione la trova.

Titti è l’amica che quando ti vede stanca si sintonizza e ti fa il faccino tragico. Finché non ti metti a fare il pagliaccio per farle tornare il sorriso. Missione compiuta, si gioca. Eva è l’amica che se ti vede stanca inizia a fare la splendida e a buttarla in caciara. Tu vorresti dirle: Non puoi capire. Lasciami sola. Poi invece ti contagia. Così oggi mi si è parata davanti con quell’irresistibile faccia da Jigen che hanno i cani quando hanno trovato un preziosissimo bastone, il più bello e prezioso dell’universo, e t’invitano a portarglielo via. All’inizio non ne avevo voglia. Corriamo e basta, le ho detto. Fuß & halt di Klappe! Ma lei non si è data per vinta. E aveva ragione. Per tutto il resto del percorso ci siamo date il cambio: prima io ho trainato lei, poi lei ha trainato me, infine siamo passate all’inseguimento. Finché a un certo punto mi sono accorta che tutta la strada era stata lasciata alle nostre spalle a tempo di record.

Più che una contesa quella del bastone somiglia a una condivisione. Il bastone è un tesoro di famiglia. Se c’è un altro cane in vista il passo si fa circospetto, si gira al largo, perché il bastone è così bello e così prezioso che solo un pazzo non cercherebbe di portarcelo via. Ma appena smetto di inseguirla, il bastone perde valore, e viene abbandonato. Ovviamente negli inseguimenti vince sempre Eva, a meno che non sia lei a decidere di lasciarmi vincere. Allora si ferma, mi guarda, e lo molla a terra, come per dire: to’ dai, piglialo un po’ te, che se aspetto che mi prendi… Ma perdere non è un problema. Tanto il cane sa benissimo che sei una schiappa con due zampe sole e i denti spuntati e che ti straccia quando vuole. Ma se non sei un pirla se ne frega di fotterti le “risorse” e il “comando”. In fondo, per quanto schiappa, ai suoi occhi sei uno che ne sa a pacchi, il quattrocchi sparapidocchi della banda dei puffi.

Il bastone è un po’ come l’ossetto più ambito e puzzolente, il nervo di bue essiccato. Quando lo do alle ragazze loro mi seguono per tutta casa, finché non mi siedo e possono iniziare a sgranocchiare in santa pace. Titti preferisce saltare in braccio a sgranocchiarmi il fetido tesoro addosso. Credo che se sgranocchiassi anche io sarebbero molto più felici. Invece il gatto e io dobbiamo accontentarci di sentire il crunch crunch di un godimento a noi precluso. Quando poi mi alzo e vado a fare altro, l’ossetto perde valore e viene abbandonato al suo destino. Chi non sgranocchia in compagnia o è un ladro o è una spia.