Guinzaglieria

Sto curando un libro di fotografie di cani da tutto il mondo di Khaled Youssef, poeta e fotografo siriano. Siccome mi arrivano tutte foto in cui non si vede un guinzaglio neanche a pagarlo oro, l’ho chiamato Sans laisse, giusto per distogliere subito i guinzagliomani dalla lettura.

Quando dici che ami lasciare i cani liberi ogni volta che è possibile, la gente si mette subito in assetto di guerra, codice civile alla mano. Nonostante sia evidente che la comunicazione di molti cani al guinzaglio è profondamente alterata. E che se un cane sta a due metri dal suo proprietario e non disturba nessuno i vigili sono gli ultimi a romperti le palle.

C’è chi ti dice: “balle. Il mio kangal, ex combattente, se lo lascio libero si mangia tutti i cani che passano”. Poi arriva quello che dice: “Balle, il mio pastore tedesco ce l’ha coi cani piccoli perché un chihuahua lo ha morso sette anni fa” (quasi tutti i PT schizzati sono stati traumatizzati da un chihuahua). “Poi arriva l’altro che ti dice: “balle. Il mio greyhound rescue parte a 70 km/h e finisce che mi fa deragliare un tir sulla Bologna Borgo Panigale”.

Tutti fanno (P)IO (P)IO (P)IO. Ma non si capisce perché al guinzaglio ci dovrei tenere il mio. Ovvio che se del cane non sei sicuro al 300% fai il favore di tenertelo al guinzaglio.

Il guinzaglio è un po’ come gli occhiali. Quando l’oculista da bambino ti dice serio serio: “servono gli occhiali”, ti senti come quando il chirurgo ti dice che non c’è più niente da fare. Poi la mamma ti spiega che gli occhiali sono una cosa bella e utile. Allora provi un sacco di montature, finché non ne trovi una che il commesso bugiardo ti dice che ti sta bene. Ad alcune persone poi stanno davvero bene. Anche se sul momento non te ne viene in mente nessuna. Comunque tu non sei tra quelle: con gli occhiali rischi di sembrare un intellettuale. Ma all’inizio ti rassegni ad avere quella roba sul naso mentre corri. Finché non scopri che le lenti a contatto non si appannano, e che con quelle puoi vedere a 360° senza che il tuo sguardo inciampi nella stanghetta o nella montatura degli occhiali. È una grande liberazione. Un po’ come quando scopri che un cane si può educare. Così usi le lenti ogni volta che puoi. Ma tieni anche gli occhiali per ogni evenienza. Per esempio per quando stai guidando nella notte e ti entrano due moscerini sincronizzati negli occhi ed entrambe le lenti ti si spostano sotto le palpebre e tu sei in autostrada, con un autoarticolato che t’incalza, senza una sola piazzola di sosta in vista che sia una… gli occhiali possono tornare utili. Nonostante tu non abbia un’auto.

Pure senza raccontarsi che sia il miglior strumento per comunicare con il cane (anche se l’ho visto funzionare egregiamente per trasmettere ansie e paure), il guinzaglio è una comodità per noi, molto utile in città quando ti vuoi rilassare del tutto. Con il cane libero devi sempre stare in campana. Perché al cane puoi insegnare tutto. Lo puoi educare a essere un cittadino impeccabile. Le persone no.

Il guinzaglio è uno strumento utile, che uso ogni volta che serve. Li ho provati un po’ tutti, come le montature degli occhiali che invecchiano nel fodero. Quello che preferisco è il guinzaglio da addestramento con i moschettoni, che puoi regolare in lunghezza e ti puoi mettere a tracolla, per avere le mani libere e dimenticartelo.

Per Titti va bene anche il filo interdentale. Ogni tanto però mi diverto a usare il tanto deprecato flexi, che nessuna scuola vende, ma si rivela uno strumento molto utile soprattutto d’inverno, quando Titti preferisce muoversi in fretta per non sentire freddo. Perché i cani piccoli soffrono davvero il freddo. Il flexi lo uso spesso per le passeggiate delle sere d’inverno, quando ti tocca evitare il parco per non disturbare i traffici della gente che lavora e quando nessun cinofilo ti vede e storce il naso. Con il flexi Titti può andare al trotto, che è l’andatura più naturale per un cane. (Il flexi va bene per i cani piccoli, perché per far trottare ad andatura regolare un cane medio ti ci vorrebbe un flexi da dieci metri. Allora meglio averlo al fianco a passo d’uomo).

Per evitare inconvenienti, il flexi basta accorciarlo e bloccarlo per le strade del centro, dove le biciclette sfrecciano contromano sui marciapedi, gli spidipizza tagliano gli angoli in scooter a trecento all’ora e la gente non vede l’ora d’inciampare nei guinzagli dei cani. Ma se pigli una strada dritta vai tranquillo e il cane pure. Basta che sia abituato a camminare in linea d’aria e non se ne vada per i fatti suoi.

“Ma il flexi quando è teso non si riavvolge. Se c’è una svolta o un attraversamento il cane è in pericolo”. Dicono. C’è un trucco vecchio come il mondo: chiami il cane. Lui si ferma. Tu riavvolgi la fettuccia in un nanosecondo – molto prima che una longhina – e svolti l’angolo, o attraversi la strada con lui.

Per Eva ultimamente un amico (ogni tanto ne frequento qualcuno che mi conosce) mi ha regalato il guinzaglio dei sogni. Mi è sempre piaciuta l’idea del guinzaglio da retriever, che metti e sfili in scioltezza, lasciando il cane libero e nudo. Ma non ne trovavo che non fossero a strozzo. Questo hunter freestyle invece ha l’anello di blocco regolabile per impedire che stringa. In più è strutturato come un guinzaglio da addestramento, così te lo puoi mettere a tracolla. Non va bene per cani che tirano, perché è pur sempre una corda (finché il cane tira, meglio la pettorina). Ma se il cane non tira è l’ideale da portarsi dietro a correre. Noi facciamo sempre un po’ di condotta al guinzaglio per le strade all’inizio. Poi la mollo. Lei non ha niente al collo e io ho le mani libere perché tengo il guinzaglio a tracolla e mi metto il cappio in tasca.

Abbiamo provato anche il guinzaglio da canicross. Pessimo da usare per le strade e opprimente da tenere in vita, perché sei tu che ti senti al guinzaglio. Forse serve se corri col cane al guinzaglio nel verde. Il che non ha molto senso, a meno che tu non abbia un kangal da combattimento, appunto.

Anni fa abbiamo provato anche il supercollar, il collare con guinzaglio incorporato da estrarre all’occorrenza. Come idea non sarebbe male. Non fosse che il meccanismo si rompe dopo due giorni solo a guardarlo. In più, quando il guinzaglio è retratto, il collare rimane al collo del cane. E per giunta è pure brutto. Il che non si concilia con l’estetica della corsa. Quello da retriever invece è guardabile. Anche una pettorina Julius K-9 lo è, quando non sta addosso al cane. Ma poi alla fine ognuno usi un po’ quello che gli pare. Basta che il cane stia bene. E non rompa i coglioni a noi.

 

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