Il tricagolo

  • Mamma?
  • Mammaaaaaa?
  • Mammaaaaaaaaaa?
  • Eh.
  • Ma non è ora di alzarsi da questo divano?
  • Eppecché? È così comodo.
  • Sì, ma è estate. Il sole splende irridente sul cielo embrionale di un autunno a venire, il mondo turbina vorticoso e inclemente, la gente si accoppia e scoppia di coppia e tortelli, sui rami svolazzano lievi e tisici gli uccelli, i giardini riarsi spalancano immemori cancelli, tutto ride e rifulge di luci come gioielli, la piazza brulica di bimbi e pischelli, tintinnio di cucchiai e coltelli, l’aria risuona di note stonate nel frinire assorto delle stagioni andate!
  • Minchia. Un inferno. Ascolta qui come canta invece finalmente il silenzio, appena striato dalla salvifica brezza che spira gentile dal ventilatore, mentre a umano volume lo stereo diffonde nell’aere Segovia, il celestiale.
  • Ma come, mamma! È domenica! Ci sono i Buskers! La piazza pullula di bella gente, di ferraresi tristi e di turisti, d’imperdibili occasioni d’incontrare qualche emerito coglione, ciondolando in solenne processione tutti assieme, tra figaccioni depilati, donnini imbalsamati e fighetti abbrustoliti, in un tripudio di canzoni, in un turbinio di musica e libagioni! Dai, usciamo!
  • Gno gno gno…
  • Ma’, tu devi uscire, frequentare, conoscere bellaggente, socializzare, fare, brigare, disfare, andarti a divertire. Te l’ha detto anche la tua amica!
  • Lascia perdere quella che se dio vuole è sparita.
  • E come mai?
  • E che ne so. Si vede che sta bene.
  • Dai, ma’, non puoi startene buttata là come una sfigata. I treni passano, la vita fugge, ah la vita cos’è! Basta un soffio a portarsela via!
  • Deve essere stato il ventilatore.
  • A fare cosa?
  • A portarsela via.
  • Sei sicura?
  • Sì, altrimenti non sarei in paradiso.
  • E cosa te lo fa pensare?
  • Cacca, pappa, nanna.
  • Ma mamma, come sei frivola e superficiale. Invece di nutrire l’anima, di migliorarti, di sforzarti per diventare più buona e sensibile, come i poeti.
  • Ma io mi sforzo un sacco, Topi.
  • Non mi pare.
  • Nel mio tricalogo ho incluso anche la cacca, Topi.
  • Vabbè, e nel tricagolo è inclusa anche la Pappa per l’anima?
  • Anche l’anima avrà la sua parte.
  • Ah sì?
  • Sì. Mi basta allungare la mano per raggiungere Friedrich sul tavolino.
  • Friedrich chi?
  • Nietzsche.
  • Minchia che bella compagnia!
  • In mancanza di un cavallo con cui limonare.
  • E allora perché non andiamo a vivere in campagna?
  • Una cosa alla volta, Topi.
  • Cioè?
  • Prima dobbiamo alzarci dal divano.