Corse da cani

Quando corriamo insieme al mattino Eva passa spesso per un cane timido, e io per la Crudelia De Mon di turno, che non le permette di fermarsi a giocare con gli altri cagnolini (figurati quando faccio correre il cane di tre kg, che dovrebbe stare dentro una borsetta). In realtà Eva incontra sempre volentieri i suoi simili. Nonostante abbia sette anni e mezzo, è ancora piena di curiosità, entusiasmo cucciolesco e voglia di giocare. Ma la corsa del mattino è un momento nostro. È più seria e concentrata su di me. Di solito corriamo fianco a fianco, oppure mi precede a distanza di due metri, per mettersi in coda agli attraversamenti. La cosa che mi sorprende è che se io accelero, accelera anche lei, se mi fermo, si ferma, se rallento, rallenta, se devio all’improvviso, dopo qualche istante se ne accorge, e fa altrettanto. Tutto senza che le debba dire niente. Anche quando mi fa da lepre, la distanza tra noi resta sempre la stessa. Credo che senta il passo, il fiato e regoli l’andatura di conseguenza. Poi ci sono i punti dove sa che può partire al galoppo e cercare, ma sempre senza uscire dalla visuale. Però non ricordo di aver pianificato nulla. Le regole si sono imposte per quotidianità e consuetudine.

Un cane non è mai libero neppure quando non è attaccato a un guinzaglio. Anzi, forse lo è molto meno, perché deve prestare più attenzione a ciò che fai e a ogni tua minima variazione di andatura o cambio d’itinerario. Credo che il vero unisono tra le creature si crei quando non c’è una corda tra loro – che lega entrambe in modo artificiale – ma la vibrazione passa attraverso il filo invisibile di un rapporto che non ha bisogno di intermediari.

È come se Eva avesse fatto spontaneamente la distinzione tra momento del “lavoro” insieme e momento dell’improvvisazione. Io non le ho imposto niente. Però ha capito che quando corro non mi fermo. Un po’ come ha capito che sulla strada non si sconfina, che sotto le auto e i tir non ci si lancia e che davanti a una bici o a un corridore ci si sposta.

Se vede un cane amico in lontananza, allunga e mi precede per salutarlo, oppure si ferma e poi in quattro falcate mi raggiunge. Oppure fanno un giro di giostra e mi circumnavigano di corsa, poi ognuno riprende la sua strada. Dai cani sconosciuti al guinzaglio sa che non si va da soli. Se un cane al guinzaglio è aggressivo lo vede da sé: mentre il proprietario già sta per maledire l’incosciente col cane allo sbando, lei li aggira elegantemente e trotta oltre senza cagarli di striscio. Se vede uno di quei cani un po’ prepotenti che devono dirti ogni mattina che comandano loro, si ferma, mentre io chiedo al proprietario di legarlo per consentirci di passare, specie se siamo sotto zero e non ho voglia di aspettare tutte le ritualizzazioni del caso. “Non si preoccupi, è tutta scena”, dice il proprietario. L’ho capito, va in onda ogni mattina. È solo che non vorrei morire assiderata.

Se in lontananza c’è un gruppone di cani, Eva spesso mi guarda e mi chiede di fare un percorso alternativo. Non penso che sia paura, perché in altre occasioni non si fa problemi. Piuttosto è voglia di evitare una seccatura che interrompe quello che stiamo facendo. I cani che si ritrovano sempre nello stesso posto, finiscono per “fare branco”. L’arrivo di un intruso suscita grande curiosità. Così si avvicinano tutti insieme e lo circondano per l’ispezione. Infine lo lasciano andare e tornano a pascolare. Noi se possibile preferiamo continuare a correre senza interruzione.

A volte io proseguo comunque verso il gruppo, perché Eva affronti la dogana. Qualche rottura di coglioni ogni tanto fa parte del gioco. Per quanto entrambe per natura tendiamo ad aggirarle, ogni tanto ce ne impongo una.

Altre volte, invece, non ho proprio voglia di spezzare la magia della nostra esplorazione solo per una sniffata e via, quando ci sono mille altre occasioni per conoscere altri cani con la dovuta calma.

Quando prendiamo un cucciolo di cane di due mesi è appena nato. Deve ancora imparare quasi tutto. A quell’età non c’è nulla di più importante di quello che gli possono insegnare i suoi simili. Così non ho aspettato il termine del ciclo vaccinale per farle socializzare con ogni tipologia di cane. Da cucciole avrebbero potuto giocare all’infinito, fino a sfinirsi. Ero io a doverci mettere un freno. Ma una volta diventati adulti i cani di solito non giocano tra loro per ore. Dopo un po’ si stufano, cominciano ad annoiarsi e a cazzeggiare. Per questo noi siamo sempre nomadi anche quando usciamo in passeggiata. Appena inizia a calare la palpebra, ci spostiamo. In questo modo socializzano con tante tipologie di cani, nelle più svariate situazioni, senza forzature.

Sarà che non ho preso dei cani per socializzare con gli umani. Amo stare con i miei cani. Con loro sono in paradiso. Non li considero sostituti degli umani. Mi interessa proprio la loro alterità. Mi affascina il grande silenzio dei cani, la loro socialità, il modo in cui ci studiano per adattarsi a noi, il rispetto che hanno per le relazioni. Non mi è mai mancata la parola, e nemmeno a loro.

Credo che non tutti i cani adulti abbiano sempre voglia di giocare con altri cani quando si stanno impegnando in qualcosa con il loro compagno umano. Molti umani si sottovalutano, e sottovalutano i cani. Pensano che sia necessario tenerli sempre attaccati a una corda, comprarli con montagne di premi, addirittura sforzarsi per “rendersi interessanti”. Pensano di dover rimuovere ogni altro stimolo, di doverli rinchiudere dentro un recinto per avere la loro attenzione. Come se fossero esseri umani. Sembra che sia necessario costruire e retribuire perfino il richiamo, o comprarsi il rispetto del cane con aggiunte di cibo nella ciotola, perché non ti ringhi in faccia quando ti avvicini. Credo che dipenda molto dal tipo di cane, a prescindere dalla razza. Con le mie tutto quello che ho letto sul Cane mi è servito a poco. Perché non esiste Il Cane. Perciò non esistono regole universalmente valide per tutti. Un po’ come avviene per tutti i tipi di rapporti tra esseri viventi.

Se la cinofilia non è il tuo mestiere, se non hai velleità competitive, puoi inventarti con il tuo cane attività che sono inscritte nella sua natura e hanno in sé la propria ricompensa: la passione. Anche perché andare a correre con un pacco di würstel in mano sarebbe una bella seccatura. Basta essere un po’ più cane per viverti il tuo senza troppe paranoie: correre e lavorare insieme, invece di correre e lavorare il cane, inseguirsi, invece che inviare a un box, contendersi un bastone, invece di farselo portare, saltare un fosso assieme, o infilarsi dentro un tunnel di cespugli, invece che indicargli un ostacolo da saltare. E poi spiarlo, prendere sul serio quello che fa. Imitarlo, assecondarlo, accompagnarlo. E poi cambiare spesso itinerario. Basta un canale che scorre tra topi e pantegane di fianco a una strada, con qualche pennuto dentro da far volare, per vivere una nuova avventura insieme.

La differenza che intercorre tra gli sport cinofili costruiti attorno all’uomo, ai suoi ritmi e alle sue potenzialità e lo sport che inventi su misura per te e il tuo cane somiglia a quella che intercorre tra l’ora di palestra e la corsa libera all’aria aperta. In palestra vai per restare in forma, per socializzare, per darti un obiettivo, forse pure per misurarti con gli altri. A correre vai per volare. Ognuno sceglie quello che meglio si confà alla sua natura. Io per oltre trent’anni ho sempre corso da sola. Gli umani tendono a parlare. Ti chiedono perché corri. Per le gare? Per dimagrire? Vaglielo a spiegare che corri per passione… Oppure chiacchierano di tabelle, di alimentazione, di abbigliamento, di record personale, d’integratori. Perciò avrei potuto correre solo con un cane. Da bambina quando andavo a correre ne avevo uno immaginario, era grande, nero. Lo tenevo al guinzaglio per paura che si allontanasse. Quindi quando vedo i miei correre liberi vado oltre i miei sogni di bambina. Per questo nei video che posto non accade niente: niente tricks e mossette ruffiane, niente cani in tutù, niente performance e prestazioni spettacolari. Accadono i miei sogni di bambina. Accadono i miei cani.